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Risparmio acqua WC: quale soluzione adottare

Secondo i dati Istat, l’Italia è al primo posto nell’Ue per i prelievi di acqua a uso potabile, con una media di 428 litri per abitante al giorno.

Purtroppo, quasi la metà di questi volumi di acqua viene dispersa a causa di reti di distribuzione obsolete e consunte.

Si tratta di una quantità davvero enorme – con variazioni anche consistenti a seconda delle condizioni climatiche – anche se non ci rendiamo conto di consumare così tanta acqua durante la giornata.

Una percentuale importante dell’acqua che consumiamo ogni giorno si concentra in una precisa stanza della casa.

Quale? Esatto, il bagno.

L’igiene personale è la principale fonte di consumo di acqua in casa

Il consumo di acqua domestica può essere diviso in tre grandi impieghi:

  1. Alimentazione: ci riferiamo, quindi, alla preparazione dei cibi che consumiamo durante la giornata. Dall’acqua utilizzata per la cottura della pasta a quella destinata alla pulizia di frutta e verdura;
  2. Pulizia della casa: l’acqua utilizzata per riempire secchi, per il lavaggio dei pavimenti, delle superfici dure, per la lavatrice, la lavastoviglie, il lavaggio dei piatti sporchi, e così via
  3. Igiene personale: doccia, bagno, lavaggio delle mani, della faccia, dei denti, bidet, e così via.

In effetti, secondo le stime dell’ARPA Emilia Romagna, il 96,5% dei consumi idrici in casa è additabile alle ultime due voci, ovvero all’igiene personale e alla pulizia della casa.

Nello specifico, il 35% è destinato all’igiene personale ed oltre il 31% alle cassette di scarico dei WC, quindi più della metà del consumo idrico domestico si concentra soprattutto nel bagno di casa.

Questo vuol dire che il risparmio di acqua deve partire proprio da qui, e in particolare da un elemento al quale spesso non si presta la giusta attenzione.

Ci riferiamo allo scarico del WC.

Quanta acqua consuma lo scarico del WC

Abbiamo spiegato che la quasi totalità dei consumi di acqua in casa è frutto dell’igiene personale, e in particolare del suo impiego in bagno.

Il 31% del consumo giornaliero di acqua in casa è riconducibile allo scarico del WC.

Tra l’altro, per lo scarico del WC si utilizza acqua potabile, un ulteriore spreco.

Il consumo medio di acqua di una cassetta di scarico tradizionale si aggira tra i 9 e i 12 litri per il risciacquo.

Ora, prova a pensare a quante volte, durante il giorno, tiri lo sciacquone in bagno, e avrai un quadro abbastanza chiaro del consumo enorme di acqua che deriva solo da quello.

Risparmio acqua WC: cosa fare

Per risparmiare acqua dello scarico del WC si consiglia di sostituire il sistema tradizionale – con la cisterna posta in alto – presente in quasi la metà delle case degli italiani, con una soluzione che consente una contrazione consistente dei consumi.

Ci riferiamo ad un moderno sistema di scarico provvisto con doppio pulsante, capace di regolare le quantità di scarico a 6 litri, con interruzione opzionale a 3 litri.

Rispetto ad una cisterna convenzionale che, come abbiamo spiegato, utilizza per ogni risciacquo dai 9 ai 12 litri, stiamo parlando di un risparmio di acqua fino al 60%, con una media tra il 35 e il 50%.

E’ possibile effettuare uno scarico lungo per lo svuotamento completo della cisterna, e uno breve per uno svuotamento parziale.

Questo si traduce in un risparmio di acqua, e quindi economico, importante.

Alcuni modelli in commercio consentono tre opzioni:

  1. risciacquo ad una quantità;
  2. risciacquo a due quantità;
  3. risciacquo con possibilità di interruzione.

L’installazione di un sistema a doppio pulsante va effettuata in modo adeguato, ottimizzando al massimo la quantità di acqua da rilasciare in base al pulsante premuto, ma anche tenendo in considerazione le caratteristiche del WC.

Per questo motivo, è opportuno rivolgersi ad un tecnico specializzato, con il quale valutare la migliore soluzione possibile in base alle tue esigenze e alla conformazione del bagno.

Se hai bisogno di assistenza per la scelta del sistema di scarico WC più adatto a te, non esitare a contattarci.