quale scaldabagno scegliere

Quale scaldabagno scegliere: guida all’acquisto

Quale scaldabagno scegliere? Questa è un’ottima domanda, alla quale non è così facile dare una risposta, soprattutto non prima di aver compiuto una doverosa premessa.

La produzione di acqua calda sanitaria può avvenire in diversi modi, ma bisogna ammettere la tendenza, soprattutto negli ultimi due decenni, a preferire l’installazione di una caldaia.

Questo potrebbe far pensare che lo scaldabagno sia, in realtà, una soluzione ormai secondaria, in disuso, per certi versi inadeguata ai tempi che viviamo.

Beh, non è così. Lo scaldabagno, in particolare le due tipologie sulle quali ci concentreremo in questa guida, continua a ritagliarsi una sua fetta di mercato, tutt’altro che irrilevante.

Quindi, procediamo in ordine, e cerchiamo di capire quale scaldabagno scegliere.

Quando conviene acquistare uno scaldabagno

Come accennato, prima di rispondere alla domanda “quale scaldabagno scegliere”, è il caso di fare una premesse, la seguente: è innegabile la tendenza generale all’installazione di una caldaia in casa, giustificata soprattutto da una ragione pratica.

In effetti, la caldaia, a differenza dello scaldabagno, viene utilizzata non solo per la produzione di acqua calda sanitaria, ma anche per i riscaldamenti.

Però, chi vive (o lavora) in un condominio o in un complesso residenziale dotato di riscaldamenti centralizzati, gestiti quindi in modo autonomo ed esterno rispetto alla singola unità abitativa, installare una caldaia è inutile, c’è bisogno di uno scaldabagno.

Dovendo, infatti, produrre solo acqua calda sanitaria in modo indipendente, è più che sufficiente.

Anzi, è la soluzione più efficiente anche dal punto di vista economico.

In questa guida ci concentreremo su due tipologie di scaldabagno, nello specifico quello a gas e quello a condensazione.

Approfondiamo.

Scaldabagno a gas: come funziona e perché sceglierlo

Quando si pensa allo scaldabagno la mente conduce subito al modello classico, alimentato a corrente elettrica, ormai quasi scomparso del tutto dagli “scaffali”.

Lo scaldabagno a gas, invece, nel corso degli ultimi anni si è ritagliato un ruolo centrale nel mercato della termo-idraulica, grazie a tre peculiarità:

  1. è, in media, più economico rispetto ad altre soluzioni;
  2. è facile da usare;
  3. consuma poco.

Lo scaldabagno a gas può essere alimentato da GPL, metano o propano, a seconda delle necessità e della fornitura disponibile sul territorio comunale in cui installarlo.

Esistono due tipologie di scaldabagni a gas: a camera aperta e a camera stagna.

Scaldabagno a camera aperta

Lo scaldabagno a camera aperta è, senza dubbio, la soluzione più diffusa, grazie soprattutto al costo più contenuto del dispositivo.

Esso è caratterizzato da un sistema che prende l’aria necessaria alla combustione nella stessa stanza in cui è installato, per poi scaricare i fumi verso l’esterno attraverso una canna fumaria.

Può essere installato all’interno dell’abitazione, ad esempio in bagno, o all’esterno.

Scaldabagno a camera stagna

A differenza del precedente, lo scaldabagno a camera stagna prende l’aria dall’esterno ed espelle i fumi sempre verso l’esterno.

Per questo motivo, può essere installato solo all’esterno (assicurandosi della dotazione di un sistema antigelo), e tende ad avere un costo più elevato.

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Una ulteriore classificazione è quella tra scaldabagno ad accensione istantanea e ad accumulo.

Scaldabagno ad accensione istantanea

L’apparecchio, in questo caso, si aziona quando si apre il rubinetto dell’acqua calda, accendendo la fiamma con la quale si attiva il processo di riscaldamento dell’acqua sanitaria.

Così facendo, si consuma il combustibile solo a necessità, con un conseguente risparmio in bolletta, ma è necessario attendere qualche secondo prima di avere l’acqua alla temperatura desiderata.

La disponibilità di acqua, però, è legata alla capacità del boiler, che va scelta con cura in base al numero di persone in famiglia, tenendo conto della cosiddetta portata idrica.

Semplificando, l’acqua si riscalda attraversando una serpentina, che ha dimensioni proporzionali alla metratura della casa e al numero di bagni disponibili. In media, ci si orienta verso modelli a 11 o 17 litri al minuto.

Scaldabagno ad accumulo

Questo modello è caratterizzato dalla presenza di un serbatoio (dai 50 ai 150 litri, in genere), di capacità differenti in base ai modelli, al cui interno è raccolta l’acqua.

L’acqua viene riscaldata e tenuta ad una temperatura costante, garantendo disponibilità immediata, subito alla temperatura desiderata.

L’altro verso della medaglia è rappresentato da un consumo energetico maggiore, con conseguente aumento del costo in bolletta.

Scaldabagno a condensazione: come funzionano e perché sceglierli

Abbiamo già parlato, in un precedente articolo, delle molto più note caldaie a condensazione, spiegando il perché rappresentino, ormai, lo standard più diffuso e richiesto. Nel valutare quale scaldabagno scegliere, oggi non si può escludere il modello a condensazione.

Lo scaldabagno a condensazione si basa sulla medesima tecnologia, ricordando però sempre che ha la sola finalità di produzione dell’acqua calda sanitaria e non, come la caldaia, di alimentare i riscaldamenti.

Come funziona uno scaldabagno a condensazione

Il principio alla base è molto semplice, anche se poi tecnicamente è alquanto elaborato. Semplificando, il calore emesso tramite i gas di scarico viene trattenuto all’interno di una camera di condensazione, ed utilizzato per preriscaldare l’acqua calda.

Vantaggi dello scaldabagno a condensazione

Grazie al suo funzionamento, all’apertura del rubinetto, quindi all’avvenuta richiesta di acqua calda sanitaria, il dispendio energetico ed il tempo per raggiungere la temperatura desiderata si riduce sensibilmente, con un consistente risparmio in bolletta.

Inoltre, e non è affatto irrilevante, la tecnologia dello scaldabagno a condensazione, trattenendo una parte dei fumi, consente anche un minore impatto ambientale.

Infine, grazie ad un termostato, è possibile impostare con estrema precisione la temperatura a cui si vuole portare l’acqua, ottimizzando consumi e raggiungendo un livello di comfort eccellente.

Conclusioni: quale scaldabagno scegliere?

Quindi, quale scaldabagno scegliere? Beh, se vivi, o lavori, in un edificio con riscaldamento centralizzato, oppure in una immobile di nuova costruzione, dalla massima classe energetica, e dotata di pannelli solari e impianti di riscaldamento alimentati a corrente elettrica (es. climatizzatori a pompa di calore), ti consigliamo di orientare la tua scelta su uno scaldabagno a gas o a condensazione.

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